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LA CHIMERA

Alice Rorhwacher (2023)

A cinque anni di distanza dall’ultimo film, “Lazzaro felice” (2018) e a uno dal cortometraggio “Le pupille” (2022), Alice Rorhwacher torna a esplorare quel mondo agreste intriso di magia in cui ha ambientato quasi tutte le sue storie. Dal dolente “Corpo Celeste” (2012) a “Le meraviglie”(2014), il centro dell’attenzione della regista è sempre stata la campagna italiana dove a un certo punto può calare l’ora del crepuscolo, ovvero quel momento in cui anche la magia può accadere e il mondo perde la ragione. L’uomo a quel punto può solo affidarsi al divino.

Alice Rorhwacher (Fiesole, 29 dicembre 1981) d’altronde è nata e cresciuta in quegli ambienti, dichiarando più volte di essere arrivata al cinema tardi nella sua crescita. Ad oggi, con “La Chimera”, si riconferma una delle visioni più originali e interessanti del nuovo cinema italiano.

Il film racconta di un ragazzo straniero, Arthur, forse inglese, che nella Toscana degli anni ‘80, nella zona che unisce la Toscana al Lazio, insieme alla sua banda di amici italiani, per sopravvivere ruba oggetti antichi dalle tombe etrusche, per rivenderli sul mercato ufficiale dell’arte tramite collezionisti privati. Il ragazzo fa spesso visita alla decadente villa di Flora (Isabella Rossellini). Flora è la madre di Beniamina, la ragazza che nel passato era la fidanzata del protagonista ma ora è morta per una causa sconosciuta. Quello che il ragazzo straniero fa è un viaggi alla ricerca dell’anima di Beniamina.

È interessante perché la zona in cui è ambientato il film è una delle più ricche di storia dell’Italia centrale, ovvero la “Tuscia”, oggi conosciuta anche come “Etruria”, un’area tra il nord del Lazio e il sud della Toscana dove tra il IX secolo A.C. (Avanti Cristo) e il I secolo A.C. ha prosperato la civiltà etrusca.

Veio,

La cultura etrusca ebbe influenze dirette su quella romana. Molte caratteristiche di queste civiltà sono per noi ancora misteriose. L’Etruria non è stata mai uno stato unitario, le singole città hanno mantenuto sempre una forte autonomia e non sono mancate tensioni e lotte interne. Le città principali erano 12:

  • Cerveteri
  • Tarquinia
  • Vulci
  • Orvieto
  • Chiusi
  • Vetulonia
  • Volterra
  • Perugia
  • Cortona
  • Arezzo
  • Fiesole

L’attenzione degli Etruschi per il culto dei defunti è testimoniato dalle necropoli, “città dei morti”, scoperto intorno al XIX secolo. Nelle necropoli ci sono tombe di diverso tipo, molto spesso differivano a seconda del periodo in cui erano costruite e in base al livello sociale dei defunti.

Le Necropoli più famose sono quelle di: Populonoia, Cerveteri, Tarquinia. Se siete interessati alla cultura etrusca: Roma Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia https://www.museoetru.it/

Torniamo al film: non cercate necessariamente una trama classica. È un film ricco di poesia e di sensi. È un film che crea una forte connessione con l’elemento naturale: il verde intenso degli alberi, la terra in autunno, i villaggi, le stazioni ferroviarie abbandonate, le pietre, gli interni umidi delle tombe. È una natura però intrisa dal divino, misteriosa e incomprensibile, dove possono anche apparire fantasmi etruschi. La Chimera è parte di un cinema veramente libero, pieno di arte e lirismo, sogno e fantasia, divertimento e mistero, amore e paura. Imperdibile.

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